giovedì 10 settembre 2015

Belle sorprese

Ricevo da un'amica un sms: "Grazie!" con un sacco di cuoricini. Dev'essere la settimana... mi è successa una cosa analoga anche domenica ma dal vivo con tanto di abbraccio. Comunque chiedo: "Che ho combinato stavolta?". Risposta: "Indovina".
Non ero sveglissima, ci ho messo un po' e poi ho capito, la mia amica ha una figlia boccio, il sangue è arrivato e la mamma era pronta con la scatola come erano pronti anche babbo e fratello, una meraviglia!
Ma la cosa più bella era che lei, la mia amica, si sentiva a suo agio e lo stesso la ragazza: ne avevano parlato prima, nessuna brutta sorpresa ma la bella sensazione di assistere allo sbocciare di un corpo che può dare la vita, di una mente e di un cuore pronti ad accogliere il proprio modo di essere, la ciclicità della propria esperienza di ogni mese e non solo.
Ne avevamo parlato mesi fa, con la mamma, quando mi aveva chiesto consiglio su come avvicinarsi a quel momento. Io avevo sfoderato la mia lista di libri ma lei aveva bisogno di altro, di potermi fare domande quando le passavano per la testa e soprattutto di qualcosa da "fare", di oggetti che parlassero per lei, di un essere donna orgoglioso e sano, in modo da poter lasciare tutto il resto agli abbracci. E così le ho proposto la scatola.
L'idea di mettere tutto in una scatola è di Nike (https://stanzaterraeacqua.wordpress.com/2014/07/12/la-scatola-rossa/) o meglio di DeAnna (http://www.deannalam.com) ma ognuna la fa sua, io ci ho aggiunto un po' di cose che poi la mia amica ha bellamente ignorato mettendoci quello che le pareva, giustamente.

In quella che ho regalato io alla mia piccina grande quando il suo corpo ha deciso che era diventata proprio grande c'era:
- una candela rossa (sferica) per illuminare il cammino e i momenti bui;
- un braccialetto per segnalare che non è aria;
- il libro "Da Fanciulla a Donna" di DeAnna L'Am per le domande difficili;
- un altro libro che non rivelerò MAI perché le donne davvero libere sono streghe e bisogna che se ne faccia una ragione;
- una coppetta mestruale ROSA per quando vorrà nascondere il sangue o raccoglierlo;
- un kit di assorbenti lavabili coloratissimi per non lasciare scomode eredità;
- uno specchietto (lo volevo a forma di cuore ma non l'ho trovato...) per conoscersi davvero;
- una coperta (o meglio una trapunta) con disposti sette grossi bottoni dorati che riproducono la costellazione delle Pleiadi, le sette sorelle, a ricordarle il valore della sorellanza.

Lei, che di mestruazioni non ne poteva più di sentir parlare, ha guardato la scatola e il suo contenuto con sufficienza. A cena, mentre festeggiavamo con le (mie) amiche (perché alle sue non l'ha voluto dire se non mesi dopo) e loro guardavano con allegria (e invidia) il contenuto della scatola, Lei si divertiva un sacco ma la trattava (la scatola) come l'ennesima dimostrazione del mio essere eccentrica. Poi però ad uno ad uno i pezzi sono spariti dalla scatola (quasi tutti, ma io non ho fretta) e, in un modo che non è dato sapere, sono diventati parte della sua quotidianità.

Buon divertimento.

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